L’Eco di Tiquicia Bollettino informativo della Associazione di Amicizia Costa Rica ­ Italia

Numero 4, Febbraio 2008

IN PRIMO PLANO

Vescovi costaricensi incontrano comunità tica
di Bárbara Calvo

I vescovi del Costa Rica hanno condiviso un momento di preghiera e di amicizia con la comunità tica residente a Roma, nel contesto della visita “Ad limina Apostolorum” che i vescovi hanno compiuto dal 4 al 9 febbraio.

La chiesa latinoamericana di Santa Maria della Luce a Trastevere è stato il luogo d’incontro tra i ticos e i membri della Conferenza Episcopale Costaricense lo scorso 8 febbraio, un’attività organizzata dall’ambasciata del paese centroamericano presso la Santa Sede.

Davanti all’altare dedicato alla Vergine degli Angeli, patrona del Costa Rica, i partecipanti hanno pregato e successivamente, hanno brindato e si sono scambiati amichevolmente qualche parola.

All’incontro hanno partecipato le autorità diplomatiche costaricensi, tra cui l’ambasciatore Luis París, decine di costaricensi residenti a Roma e i vescovi Hugo Barrantes (arcivescovo di San José), Ángel Sancasimiro (della diocesi di Alajuela y amministratore apostolico della sede vacante di Ciudad Quesada), José Rafael Quirós (Limón), Óscar Fernández (Puntarenas), Guillermo Loría (San Isidro del General), Vittorino Girardi (Tilarán) y José Francisco Ulloa (Cartago).

Durante il loro soggiorno a Roma, i pastori della chiesa costaricense sono stati ricevuti da papa Benedetto XVI, con cui hanno parlato di argomenti della realtà costaricense, soprattutto sulla famiglia, la gioventù e le vocazioni sacerdotali.

“Il Santo Padre ha inviato un affettuoso saluto alla chiesa e al popolo costaricense, in generale, e ha mostrato soddisfazione per i passi in avanti fatti nel camino dell’evangelizzazione. Inoltre si è soffermato sui temi più sentiti su cui dobbiamo lavorare costantemente”, ha detto il vescovo di Puntarenas, Óscar Fernández, all’Eco di Tiquicia.

Il monsignore ha spiegato che tra questi argomenti il Papa pone al primo posto la famiglia.

“E’ necessario impegnarsi a favore della famiglia, per quello che è, per quello che significa e per le problematiche che affronta attualmente. Inoltre ci ha chiesto di stare vicini ai settori della popolazione più bisognosa e ha insistito sulla necessità di promuovere le vocazioni sacerdotali e accompagnare da vicino la formazione dei futuri sacerdoti”, ha aggiunto Fernández.


Sinistra:París, Loría, Fernández, Quirós y Ulloa. Destra: Párroco Antonio Guidolin, Barrantes, Sancasimiro y Girardi

Il tema della famiglia è subito stato di grande interesse per Benedetto XVI da quando il vescovo Ulloa, da presidente della Conferenza Episcopale, gli ha riferito la loro preoccupazione per problemi come la disintegrazione familiare, l’incremento dei divorzi, delle convivenze e dei matrimoni civili.

Nel suo messaggio ai vescovi, il Pontefice ha sottolineato la necessità “di promuovere il benessere della famiglia e difendere i suoi diritti, e inoltre sviluppare un’attenzione pastorale che la protegga e aiuti direttamente nelle sue difficoltà. Perciò è di assoluta importanza una adeguata catechesi pre-matrimoniale e una vicinanza quotidiana che porti un alito si speranza in ogni casa”.

“Non si deve neanche dimenticare la vicinanza della chiesa con i gruppi di famiglie che si aiutano tra di loro a compiere la loro indispensabile vocazione, neanche vanno dimenticati i servizi specifici che portino sollievo a situazioni penose causate dall’abbandono, la convivenza, la precarietà economica o la violenza domestica, di cui sono vittime soprattutto le donne”, ha aggiunto il Santo Padre.

Durante la loro visita in Vaticano e a Roma, i vescovi costaricensi hanno pregato davanti la tomba del precedente papa Giovanni Paolo II e i sepolcri degli apostoli San Pietro e San Paolo, inoltre hanno visitato alcuni dicasteri della Santa Sede, come il Comitato per L’America Latina, la Congregazione per la Vita Consacrata e la Congregazione per il Clero.

Per sapere di più

La visita "Ad limina Apostolorum” (alle soglie degli apostoli col significato di visita ai sepolcri di San Pietro e San Paolo) è un viaggio che tutti i vescovi del mondo devono fare ogni cinque anni e ha un suo particolare significato spirituale, rappresenta un pellegrinaggio alle radici del cattolicesimo.
Durante la visita, i vescovi sono ricevuti in udienze individuali e collettive dal Papa.
Nell’incontro con il Pontefice, si parla d’argomenti di carattere generale come la famiglia, il clero e le vocazioni sacerdotali. Inoltre ogni vescovo presenta una sintesi della situazione pastorale e spirituale della propria diocesi e chiede consiglio al Santo Padre.

Estratti del messaggio del Papa Benedetto XVI ai vescovi costaricensi

Ai sacerdoti
“Avete il compito di cercare nuove maniere di annunciare Cristo in un contesto di veloci e di profonde trasformazioni, accentuando il carattere missionario di ogni attività pastorale”.

Ai laici
“Anche a loro spetta di partecipare a questa missione secondo la loro vocazione specifica, ed è bello costatare la loro efficace collaborazione per mantenere e diffondere la fiamma della fede mediante la catechesi e la cooperazione con le parrocchie e le organizzazioni pastorali delle diocesi.

Loro devono ricevere “costantemente una formazione cristiana solida, consapevoli che sono i chiamati a portare i valori cristiani ai diversi settori della società, al mondo del lavoro, della convivenza civile e della politica”.

La famiglia
“E’ necessario promuovere il benessere della famiglia e difendere i suoi diritti, e inoltre sviluppare un’attenzione pastorale che la protegga e aiuti direttamente nelle sue difficoltà”.

La benedizione

“Prego alla Santissima Vergine Maria, invocata dai costaricensi con tanta devozione con il titolo di Nostra Signora degli Angeli, che protegga ai suoi figli in quella cara nazione e li porti con tenerezza a conoscere ed amare sempre di più suo Figlio. A loro e a voi imparto di cuore la Benedizione Apostolica”.

OPINIONE

Sarà rinviato a giudizio il capitano nazista accusato del massacro di Casalecchio di Reno

di Orlando Guzmán

Con soddisfazione riceviamo la notizia che il Tribunale Militare di La Spezia inizierà ad aprile il processo contro il capitano tedesco Manfred Schmidt, unico superstite tra gli ufficiali responsabili della cattura e dell’assassinio a Casalecchio di Reno di tredici civili, tra cui il medico costaricense Carlos Collado Martínez nel 1944.

Schmidt, della 16° Divisione SS Corazzata Granatieri che si è rifiutato di comparire davanti alle autorità italiane ogni volta che gli hanno comunicato la rogatoria internazionale della giustizia italiana, sarà processato per il reato di concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata in base a diversi articoli del codice penale, del codice penale militare di guerra e codice penale militare di pace.

L’avvocato Andrea Speranzoni, rappresentante dei familiari delle vittime, comunicò all’Eco di Tiquicia che la Procura Militare di La Spezia (organismo competente per i crimini di guerra nell’Emilia-Romagna) annunciò la conclusione delle indagini preliminari e il conseguente rinvio a giudizio.

Speranzoni aveva richiesto alla Procura Militare di esercitare l’azione penale nel minor tempo possibile e ascoltare i tre testimoni oculari del massacro e i sette testimoni della retata.

Finalmente ai familiari delle vittime verrà riconosciuto i legittimo diritto alla verità e alla giustizia, dopo tanti anni gli saranno garantiti i principi base del diritto internazionali che stabilisce l’imprescrivibilità dei crimini di guerra e di reati contro l’umanità.

I colpevoli saranno giudicati non per vendetta, ma per amore della verità. Questo processo cerca di ristabilire il diritto delle vittime davanti la cruda e inutile barbarie e dare il meritato riconoscimento, una volta di più, al valore e alla generosità dimostrata da questi eroi nella lotta per la libertà e la democrazia.

ECONOMIA

Governo del Costa Rica chiude il 2007 con surplus

Il governo del Costa Rica ha chiuso il 2007 con un surplus di circa 120 milioni di euro, grazie alle minori spese e alle maggiori entrate, situazione che non accadeva da più di 50 anni, secondo i risultati del Ministero dell’Entrate sulla gestione fiscale.

Le autorità del dicastero hanno affermato alla stampa locale che l’avanzo corrisponde allo 0,65% del Prodotto Interno Lordo (PIL) ed è stato ottenuto, tra gli altri, grazie ai programmi per incrementare le entrate fiscali mediante controlli incrociati e al piano Tecnologia d’ informazione per il controllo doganale.

Hanno sottolineato inoltre che il numero di contribuenti è passato da 356 mila nel 2005 a 402 mila l’anno scorso, mentre la pressione fiscale è salita dal 13,5% al 15,3% del PIL nello stesso periodo senza nessun aumento delle tasse.

Sulle aspettative per il 2008, il ministro dell’Entrate, Guillermo Zúñiga, ha commentato che si mantiene la meta stabilita nella finanziaria: chiudere le finanze pubbliche con un deficit del 0,5% del PIL.

TURISMO

Pescatori costaricensi offrono visite guidate sulle loro barche

Viaggiare nelle barche dei piccoli pescatori di Tárcoles e conoscere i segreti del mestiere è una possibilità che hanno a disposizione i turisti che visitano il Pacifico Centrale del Costa Rica.

Questa iniziativa, cominciata due anni fa, è promossa da CoopeTárcoles R.L e l’impresa privata della zona. Partecipano finora una dozzina di pescatori che offrono quattro gite diverse, i cui prezzi vanno dai 20 ai 28 euro circa, secondo il giornale locale La Nación.

I visitatori iniziano l’avventura con una breve spiegazione delle specie marine della zona, che ha luogo nella sede della cooperativa locale per proseguire poi con il tour scelto.

Si può effettuare un percorso di un chilometro in mare, o si possono apprendere le tecniche che i pescatori usano ancora oggi, o si può approfondire la storia del posto e dei pescatori o si può sentire dalla bocca dei protagonisti tutto il lavoro quotidiano che ruota attorno alla pesca.

AMBIENTE

Il Costa Rica riduce l’importazioni dei gas nocivi per lo strato d’ozono

Nel 2007 il Costa Rica è riuscito a ridurre considerevolmente l’importazione dei gas nocivi per lo strato d’ozono, che funge da filtro per le radiazione ultraviolette del sole, ha riferito la stampa locale in base ad un rapporto dell’ufficio tecnico sull’ozono del Ministero dell’Ambiente.

Secondo il documento, le importazioni di bromuro di metile sono passate da 1070 tonnellate nel 1999 a 400 l’anno scorso; inoltre nel 2007 sono entrate circa 30 tonnellate di clorofluorocarburi (CFC), 75 tonnellate in meno che nel 2004. I due gas sono tra i responsabili dell'impoverimento dell'ozono stratosferico.

Il Costa Rica spera di eliminare le importazioni di CFC ­ utilizzato per la refrigerazione ­ il prossimo anno e dal 2010 autorizzerà soltanto l’acquisto di refrigeranti alternativi non nocivi per l’ozono, come stabilito dal Protocollo di Montreal, firmato da 191 stati.

Tale protocollo stabilisce categoricamente che entro il 2010 non si commerci più i gas CFC, mentre il periodo massimo per il bromuro di metile è fissato al 2015.

Con le restrizioni all’uso dei gas nocivi, gli scienziati sperano che il buco nell’ozono, si richiuderà approssimativamente tra il 2050 e il 2075. Le radiazione ultraviolette possono causare tra l’altro cancro della pelle, inibire la fotosintesi delle piante con conseguente rischio di diminuzione dei raccolti, generare nuovi virus e mutazioni.

Il Costa Rica è al quinto posto per il rispetto dell’ambiente

Il Costa Rica è il paese americano più rispettoso dell’ ambiente e quinto nella classifica mondiale, dietro la Svizzera, la Svezia, la Norvegia e la Finlandia, secondo l’Indice di Perfomance Ambientali diffuso dal Foro Economico Mondiale alla fine di gennaio.

Giunta alla sua seconda edizione, la valutazione prende in esame sei categorie di 149 nazioni: salute ambientale, inquinamento atmosferico, risorse idriche, biodiversità ed habitat, risorse naturali produttive e cambiamenti climatici. Inoltre sottolinea gli sforzi fatti dai paesi per controllare l’inquinamento e ridurre i danni che l’attività economica causa all’ambiente.

I dati sono forniti da organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), mentre esperti delle università statunitensi di Yale e Columbia assegnano un punteggio da 1 a 100. La Svizzera ha ottenuto un punteggio di 95,5 e il Costa Rica di 90,5.

Il piccolo paese centroamericano è salito di 10 posizioni dalla prima edizione, dove era quindicesimo con un punteggio di 81,6. Il buon risultato del Costa Rica è evidenziato nella relazione scritta dagli esperti.

Per il direttore del Centro di Legge e Politica Ambientale di Yale., Dan Esty, “Il Costa Rica è probabilmente il Paese che ha fatto dell'ambiente la sua priorità e si è impegnato come nazione ad essere neutra nell'emissione di gas con effetto serra, cioè a piantare boschi che compensino le sue emissioni”.

Nella classifica, il Costa Rica supera nazioni sviluppate come la Francia (10º con 88,7 punti), il Regno Unito (14º con 86,3), il Giappone (21º, con 84,5), l’Italia (24º, con 84,2) e gli Stati Uniti (39º, con 81).


Il 50% del territorio del Costa Rica è bosco. Il Parco Nazionale Carara è un esempio di questo.

Al conoscere i risultati, il presidente costaricense Oscar Arias ha espresso la sua soddisfazione in un comunicato stampa, dove ha commentato che il Costa Rica “è orgoglioso di essere un leader internazionale nella protezione dell’ambiente”.

“Siamo uno tra i pochi paesi in via di sviluppo che hanno ricuperato le zone boscose negli ultimi 20 anni riuscendo a rimboscare la metà del territorio nazionale. Promuoviamo il turismo sostenibile e la produzione eco-compatibile. Ci impegniamo ad incentivare le nostre imprese ad essere socialmente e ambientalmente responsabili”, ha aggiunto il capo dello stato.

Nonostante il buon risultato, il Costa Rica può migliorare. Lo stesso Indice ha segnalato la necessità di aumentare le aree marine protette, mentre organizzazioni ecologiste costaricensi hanno detto che resta ancora molto da fare per diminuire l’inquinamento dell’aria e dei fiumi.

IN POCHE PAROLE

Partito Liberación Nacional nomina nuovo leader per i prossimi quattro anni

Il Partito Liberación Nacional (PLN), al governo del Costa Rica, ha eletto il suo nuovo Segretario Generale, la massima autorità, incarico che ricade sull’avvocato Antonio Calderón, di 41 anni e affine al capo dello stato Oscar Arias.

I mari costaricensi diventano un paradiso per delfini e balene

Le acque territoriali costaricensi del Pacifico e dei Caraibi sono da gennaio scorso paradisi per i delfini e le balene, infatti sono diventate luogo di protezione di specie come il delfino macchiato, il delfino dal naso a bottiglia, la balena megattera e le false orche.

Così ha stabilito un decreto presidenziale che proibisce categoricamente tutta attività che persegua, catturi, colpisca, contrabbandi o commerci questi cetacei. Inoltre il Paese proteggerà i luoghi dove migrano e si riproducono e promuoverà il turismo per l’avvistamento di queste specie, ma in modo responsabile e non invasivo, informa il quotidiano La Nación.

Con il decreto, le acque costaricensi ­circa 580 mila chilometri quadrati in tutti e due gli oceani- sono diventate acque protette per delfini e balene, un’iniziativa già adottata da nazioni come il Messico, il Panama e la Repubblica Dominicana.

Soltanto nelle acque del Pacifico costaricense sono state identificate 29 delle 85 specie di cetacei del mondo, molti di loro in pericolo di estinzione.

Il capo dello stato costaricense ha detto che la creazione di aree marine protette “fa parte degli sforzo che fa il paese, mediante il programma ‘Pace con la Natura’, con l’obbiettivo di preservare la biodiversità e le risorse esistenti”.

Da parte sua, il ministro dell’Ambiente, Roberto Dobles, ha sottolineato che il Costa Rica “è ancora all’ avanguardia” nella protezione della biodiversità.

Il Ministro dell’Ambiente del Costa Rica riceve premio internazionale a Roma

Il ministro dell’ Ambiente del Costa Rica, Roberto Dobles, ha ricevuto a Roma il premio “Un bosco per Kyoto”, assegnato ogni anno a personalità internazionali che si sono distinte nella difesa dell’ambiente e della qualità dell’aria nel loro paese.

Dobles è stato uno dei premiati dall’italiana Accademia Kronos, in una cerimonia in Campidoglio lo scorso 11 febbraio.

La manifestazione “Un bosco per Kyoto”, giunta alla terza edizione, conferisce il riconoscimento a personalità del mondo della politica, della cultura, dell’economia, della religione, della scienza e dello sport che si distinguono nella difesa dell’ambiente e nella sensibilizzazione sui temi ecologisti nel loro paese.


Il ministro Dobles, al centro, riceve il premio internazionale

I premiati questo anno provengono da stati come il Costa Rica, il Congo, la Svezia, la Finlandia, la Città del Vaticano e altri, così come diverse città italiane, che maggiormente hanno investito nelle politiche di tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini.

Costa Rica, destinazione del “turismo terapeutico”

La stampa statunitense ha segnalato la “curiosa tendenza” della crescita di un segmento turistico legato alla fruizione di cure mediche all’estero e a questo scopo Cuba, il Portogallo e la Spagna stano diventando le destinazione più popolari.
Ha anche evidenziato il caso del Costa Rica. Famoso dagli anni ’80 per la chirurgia estetica, è sempre più quotato per trattamenti medici in generale.

SOCIETÀ

I numeri telefonici del Costa Rica avranno otto cifre da marzo prossimo

Il prossimo 20 marzo entrerà in vigore in Costa Rica la nuova numerazione telefonica con otto cifre che riguarderà i telefoni residenziali, quelli commerciali e i cellulari, ha informato l’Instituto Costarricense de Electricidad (ICE) sul suo sito Web.

Per fare il cambio, basterà aggiungere un “2” all’inizio dei numeri della telefonia fissa, mentre nel caso dei cellulari si dovrà mettere un “8”. I numeri di tre cifre come 113 e 911 e quelli che iniziano con 800 e 900 non avranno modifiche.

Con questa misura si cerca di coprire le necessità del Sistema Nazionale di Telecomunicazione per almeno 30 anni, inoltre darà più capacità di numerazione per abilitare altri servizi come la telefonia 3G (terza generazione) o VoIP (telefonia su internet).

Il Costa Rica, che aveva passato da sei a sette cifre il 31 marzo 1994, diventerà il terzo paese dell’America Centrale con otto numeri nella sua telefonia. Il Guatemala lo aveva fatto nel 2004 ed El Salvador nel 2006.

Attualmente, l’ICE ha quasi un milione di clienti di telefonia fissa e circa due milioni di telefonia mobile.

Inizia la costruzione di una nuova autostrada tra San Josè e Porto Caldera

Con più di 30 anni di ritardo è iniziata a gennaio scorso la costruzione della nuova autostrada che unirà la capitale del Costa Rica al porto di Caldera, nel Pacifico Centrale, un progetto che avrà un costo totale di quasi 160 milioni di euro.

L’opera di infrastruttura, che genererà circa duemila posti di lavoro compreso l’indotto, è cominciata a metà gennaio con la costruzione di un tratto di 38 chilometri tra Ciudad Colón e Orotina.

La concessionaria Autopistas del Sol ha 30 mesi per concludere tutto il progetto (77 Km divisi in tre tratte: San José - Ciudad Colón, Ciudad Colón - Orotina e Orotina - Caldera), perciò l’inaugurazione dell’autostrada dovrebbe avere luogo nel luglio 2010, secondo dati pubblicati dalla stampa costaricense.

La ditta potrà godere dell’usufrutto dell’opera durante 25 anni e mezzo, dopo di che la gestione passerà allo stato.

IN POCHE PAROLE

Il Costa Rica è stato la migliore destinazione turistica dell’America Latina nel 2007

Il Costa Rica è stato considerato la migliore destinazione dell’America Latina nel 2007 dall’industria turistica statunitense, che ha premiato: la qualità dell’offerta turistica, la varietà di attività offerte, il paesaggio naturale e il calore umano della gente.
Il ministro costaricense del Turismo, Carlos Benavides, ha ricevuto il trofeo dalla rivista Travel Weekly, all’interno della Fiera Internazionale del Turismo a gennaio scorso in Spagna. E’ la terza volta che il paese centroamericano vince questo premio, dato che l’aveva ricevuto nel 2004 e nel 2006.

Bellezze naturali del Costa Rica sulla tv italiana

Il Costa Rica e le sue bellezze naturali sono stati protagonisti di sette puntate, prodotte e trasmesse dalla televisione italiana “Marcopolo” dedicata ai viaggi e all’avventura, inserita sulla piattaforma Sky.

Puerto Viejo, Tortuguero, San José, Corcovado, Monteverde y Caño Negro hanno svelato i suoi segreti nella serie “Diarios”, andata in onda nella fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

SPORT

Il Costa Rica avrà il nuovo stadio nazionale di calcio entro il 2010

Nei primi mesi del 2010, il Costa Rica avrà un nuovo stadio nazionale di calcio nel parco metropolitano La Sabana a San Josè, che sarà finanziato dal governo della Cina, ha reso noto il presidente del Consiglio dello Sport, Osvaldo Pandolfo, in una dichiarazione al quotidiano La Nación.

Il nuovo impianto sportivo, con un costo di circa 40 milioni di euro, avrà la capacità per circa 40 - 45 mila persone, ed inoltre potrà essere utilizzato come rifugio in caso di emergenza nazionale, ha esposto Pandolfo.

Il governo cinese, con il quale il Costa Rica ha stabilito rapporti diplomatici nel giugno 2007, ha fatto pervenire otto modelli utilizzati per la costruzione degli stadi per le Olimpiadi di Pechino 2008 e le autorità costaricensi ne hanno scelti tre.

Al marzo una missione tecnica cinese visiterà la capitale costaricense per decidere insieme alle autorità locali la struttura dello stadio, che sarà edificato dal personale tecnico e mano d’opera del paese asiatico.

Il finanziamento dell’arena sportiva fa parte della cooperazione promessa dalla Cina al Costa Rica durante la visita a Pechino del capo di stato Oscar Arias nello scorso ottobre per formalizzare i rapporti bilaterali iniziati il 1 giugno 2007.

I nuovi rapporti diplomatici con il gigante asiatico, hanno significato la definitiva rottura con l’isola di Taiwan, con cui il Costa Rica aveva rapporti da più di 60 anni, e che la Cina ritiene una provincia ribelle.

TICOS IN ITALIA

Da colf a senzatetto, la storia di una costaricense nei guai

Maria partì dal Costa Rica nel 1980 per arrivare in Italia, dove lavorò un periodo per la sua ambasciata a Roma, ma le cose non andarono bene e così lasciò la sede diplomatica e ha fatto la colf per 20 anni.

Oggi con qualche difficoltà nel camminare, senza possibilità di avere un lavoro e senza aver raggiunto l’età per prendere la pensione, è una delle persone senzatetto della stazione Termini a Roma.

Di poche parole e grande dignità, pulita, attenta a sorvegliare un carrello sovrastato da valigie e pacchi, Maria svela parte della sua vita al giornale Il Tempo, che a gennaio scorso ha pubblicato un articolo sugli abusi che subiscono i senzatetto di Termini da un gruppo di barboni romeni e rom.

«Quel gruppo di romeni? Bisogna starci attenti”, racconta Maria che aggiunge “mi portano via tutto. Sono pericolosi. Non c'è difesa”.

E continua: “non ti domandano solo soldi per dormire tranquilli, ma ti prendono tutto. Quando ti chiedono qualcosa, è un ordine. Ti privano di una coperta e resti al freddo. Si pigliano un panino e resti senza mangiare”.

Non fornisce più dettagli della sua vita in Italia, non vuole neanche dire la sua età, ma parla con fermezza guardando fisso negli occhi. “Fra mezzanotte e l'una di notte la stazione chiude e ci mettiamo tutti addossati alle vetrate frontali, anche perché la zona è illuminata e facciamo fronte comune contro quei tipi è l'unico modo per difenderci”, racconta.

“Non riusciamo a far venire i vigili, o altre guardie. Gli amici non esistono e i parenti sono lontani”, conclude Maria.

COSTA RICA NEL MUNDO

Costa Rica stabilisce rapporti diplomatici con Palestina

Il Costa Rica ha stabilito rapporti diplomatici con la Palestina lo scorso 5 febbraio, nel contesto di una “politica estera di apertura delle frontiere geografiche e mentali che rafforzino l’inserimento intelligente del paese nel mondo” e di un maggiore avvicinamento con il mondo arabo e islamico, in generale, ha annunciato il Ministero costaricense degli Esteri in un comunicato stampa.

La cerimonia ha avuto luogo nella sede delle Nazione Unite (ONU), a New York, e hanno partecipato il rappresentante permanente del Costa Rica, Jorge Urbina, e il suo omologo palestinese Riyad Mansour.

E’ il sedicesimo paese ­ ottavo del mondo arabo - con il quale il Costa Rica ha aperto relazioni diplomatiche sotto il governo del presidente Oscar Arias, al potere da maggio 2006.

L’avvicinamento al mondo arabo è stato possibile dopo lo spostamento a Tel Aviv dell’ambasciata costaricense presso Israele il 16 agosto 2006. Prima di quella data, la sede diplomatica era a Gerusalemme, una città che le autorità palestinesi non riconoscono come capitale israeliana.

Secondo il comunicato stampa, il Costa Rica e la Palestina “riaffermano il comune appoggio e l’impegno a seguire i principi e gli obbiettivi della Carta delle Nazione Unite e le normative del diritto internazionale, e soprattutto la promozione della pace e della sicurezza internazionale, il rispetto della sovranità degli stati e la non ingerenza negli affari interni di altri paesi”.

Durante il governo Arias, il Costa Rica ha stabilito rapporti diplomatici con: Egitto, Bahrein, Kuwait, Giordania, Montenegro, Cina, Libano, Uganda, Congo, Yemen, Bostwana, Swaziland, Burundi, Guinea, Oman e Palestina.

Costa Rica, “la Svizzera dell’ America Centrale”

Parlare del Costa Rica come “la Svizzera dell’America Centrale” è una idea radicata nella mente dei costaricensi, ma quanto hanno in comune queste due nazioni? A questa domanda ha cercato di rispondere un articolo dell’agenzia d’informazioni Swissinfo. Secondo il servizio, il confronto tra i due paesi è “complesso”. La neutralità politica li unisce, ma la questione dell’armamento li divide.

Il Costa Rica è uno stato politicamente neutrale dal 1948, quando abolì l’esercito, situazione che secondo gli osservatori ha permesso di evitare le sanguinose guerre civili vissute dai paesi vicini negli anni ‘80 e ‘90. Inoltre ha svolto il ruolo di mediatore tra le parti in lotta, il che valse il premio Nobel per la Pace 1987 al presidente costaricense Oscar Arias, rieletto nel 2006.

D’altro canto, la Svizzera ha preferito la neutralità armata. Nel 1939, durante la II Guerra Mondiale, il governo chiamò alla mobilitazione generale ed inviò l’esercito a difendere le frontiere dalla Germania nazista. E’ riuscita ad impedire l’invasione nemica, ma è stata criticata per il ruolo avuto dalle sue banche per i fondi non reclamati dalle vittime del nazismo.

Al contrario, l’immagine di pace e neutralità non armata del Costa Rica si è andata rafforzando. Dal 1990 esiste a San Josè, su mandato dell’ONU, l’Università per la Pace, di cui è cancelliere l’ex presidente del governo elvetico Ruth Dreyfuss.

L’anno scorso nella sua laudatio, Dreyfuss ha affermato che “il giorno in cui il mio paese deciderà di abolire l'esercito, parlerò della Svizzera come ‘il Costa Rica d'Europa”.

Oltre alla neutralità politica, la Svizzera e il Costa Rica fanno un fronte comune in argomenti politici ed economici. Entrambi gli stati, insieme alla Giordania, il Singapore e Liechtenstein, fanno parte della piattaforma “The Small Five”, che si impegna per fare valere obiettivi e valori comuni all’interno dell’ONU, secondo come ha spiegato l’ambasciatrice svizzera in Costa Rica, Gabriela Nützi Sulpizio, citata nell’ articolo.

Nel 2006, le due nazioni hanno firmato un accordo denominato “Ecomercati”, nel quale la Svizzera sostieni i piccoli agricoltori biologici costaricensi con un contributo di circa 480 mila euro.

Le esportazioni di prodotti biologici sono un’importante opportunità di mercato per i paesi in via di sviluppo, e nel caso del Costa Rica, le vendite all’estero di beni di questo tipo ammontano a circa 5.6 milioni di euro, dice Swissinfo.

Università di Salamanca crea cattedra di studi sul Costa Rica

L’Università di Salamanca, in Spagna, creerà una cattedra di studi sul Costa Rica, con l’obbiettivo di promuovere la conoscenza della realtà costaricense, così come la cooperazione accademico-universitaria e la ricerca.

Così ha spiegato il vice-rettore dell’ateneo spagnolo, Manuel Alcántara, durante la firma nel gennaio scorso a San Josè di un accordo di cooperazione educativa che include borse di studi a giovani costaricensi per frequentare corsi di master e di dottorato.

“Vogliamo che la cattedra sia la rampa di lancio di un processo di integrazione tra l’Università di Salamaca e il settore universitario del Costa Rica”, ha aggiunto l’accademico in dichiarazione diffuse dall’agenzia di notizie AFP.

L’accordo di cooperazione è stato firmato da Alcántara, responsabile delle Relazioni Internazionali e Cooperazione dell’ateneo spagnolo, e il ministro degli Esteri del Costa Rica, Bruno Stagno.

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